“Per l'energia, è necessario ricercare una alternativa alle attuali fonti fossili ma sulla base di sicurezza e di compatibilità ambientale. Il governo Berlusconi – afferma Romano Nascetti della Direzione provinciale PSI – senza alcuna elaborazione di un Piano energetico nazionale, obbliga invece a rientrare nella logica del nucleare, dopo la decisione di uscirne che fu assunta con il referendum del 1987. Questa scelta avviene tramite un decreto che prevede almeno quattro nuove centrali, la imposizione delle localizzazioni e la militarizzazione delle aree prescelte. E' per questo che alcune regioni, fra cui l'Emilia-Romagna, si sono già mosse per difendere le loro prerogative e le loro competenze”.
Ufficio stampa PSI Bologna
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