Di fronte al peggioramento oggettivo della situazione italiana, i provvedimenti per arrestare il debito pubblico aprono scenari di maggiore preoccupazione. La manovra varata dal Governo appare indispensabile ma genera critiche severe in relazione alle modalità per il reperimento delle risorse. Ancora una volta pagheranno prezzi pesanti le famiglie e i cittadini meno abbienti e aumenterà la forbice che separa chi sta bene (la minoranza) e chi ha minori disponibilità (la maggioranza). L'effetto regressivo di questa manovra produce iniquità e ingiustizie che non vengono soppesate appieno neppure dalla sinistra, con ciò dimostrando che l'inadeguatezza a interpretare la realtà popolare accomuna, pur su piani differenti, l'insieme delle componenti rappresentative della società nazionale.
Aggiungo che se da un lato non è credibile rifuggire dalla gravità del debito pubblico, dall'altro si rileva che sia la sinistra quanto la destra preferiscano ignorare le molteplici responsabilità di questa situazione, evitando autocritiche doverose ma abitualmente non di moda nella gestione della cosa pubblica nazionale.
Da tempo si parla della necessità di riavvicinare i cittadini alla politica. Poteva essere oggi un'occasione per passare dalle parole ai fatti. Sta avvenendo esattamente il contrario. Il costo della politica viene tralasciato e i sacrifici vengono richiesti ai soliti noti. E dire che i confronti con l'Europa, prodigati quando fa comodo, indurrebbero ad operare affinché la semplificazione amministrativa, in termini di strutture e di persone, avvenisse concretamente.
In questo contesto sarebbe utile avere una grande e autonoma forza genuinamente socialista, in grado di incidere a favore di scelte idonee e funzionali rispetto alla crisi e ai suoi effetti deleteri.
Purtroppo il nostro Partito vive un periodo incerto. E' una evidenza su cui è utile soffermarsi con attenzione e chiarezza al fine di sviluppare analisi a tutto campo e – ove occorra – non convenzionali.
Per queste ragioni ho trovato molto interessante e condivisibile l'ampia riflessione svolta da Franco Ecchia nel suo scritto dal titolo “Considerazioni sul PSI”. A mio avviso si tratta di un contributo importante che rappresenta la necessaria sollecitazione affinché venga rilanciata la cultura e l'identità democratico-riformista.
Restando con i piedi per terra, dobbiamo tenere conto che per i partiti minori, al presente, è molto difficile avere lo spazio per diffondere proposte, idee, valori.
Nulla toglie, tuttavia, al bisogno di interrogarsi anche su quanto non funziona al proprio interno: nella progettualità, nella dialettica dei gruppi dirigenti, nella tenuta delle alleanze, nella certezza (presunta) delle prospettive.
Lo scopo, come afferma Ecchia concludendo il suo messaggio, è quello di adoperarsi per mantenere viva l'esperienza entusiasmante del movimento socialista. E' tempo di farlo, assieme, con molta libertà. Anzi, recuperando al plurale questo vocabolo: come diceva Carlo Rosselli (era il 1931) “queste libertà sono essenziali, costituiscono il sale della vita, la massima consolazione per gli uomini”.
Franco Franchi
17 luglio 2011
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