Il Partito Socialista dell’Emilia Romagna esprime forte preoccupazione all’ipotesi, affacciatasi nei giorni scorsi sugli organi di stampa, che siano in atto trattative con l’obiettivo di assegnare la presidenza della costituenda Commissione Pari Opportunità in seno alla Regione Emilia Romagna alla consigliera UDC Silvia Noè.
Noi vogliamo manifestare il più sincero rispetto per le posizioni di chiunque, liberamente e democraticamente, esprima il proprio pensiero e le proprie opinioni, ma siamo altrettanto convinti che, su alcuni principi etici, ci si debba necessariamente distinguere tra maggioranza ed opposizione e che il rispetto che si deve alle minoranze non possa passare sopra alcuni punti fermi che noi crediamo siano patrimonio comune di larga parte dei cittadini che hanno sostenuto alle ultime elezioni l’attuale governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani.
Resta infatti difficile pensare che l’attuale maggioranza possa credere di sentirsi rappresentata in una commissione che tocca così tanti punti sensibili sul piano morale da un Presidente che esprime opinioni in materia di diritti civili ed individuali così distanti dalle proprie
Come dimenticarsi la concezione della famiglia, come formata esclusivamente da un uomo e da una donna, e solo se sposati, più volte espressa dalla consigliera Noè negando così in pratica ogni diritto alle coppie omosessuali ed eterosessuali che hanno fatto un progetto di vita fuori dal matrimonio? Oppure la netta contrarietà dell’UDC e della consigliera Noè su temi come l'aborto e la RU486 quando, per fare solo un esempio, la Regione Emilia-Romagna ha deciso che non è obbligatorio il ricovero ospedaliero in caso di ricorso alla pillola abortiva? E cosa dovremmo aspettarci se si arriverà a discutere su temi sensibili come il testamento biologico oppure l’obbligo o meno dell’alimentazione e dell'idratazione forzata a malati terminali?
Tutti questi – e molti altri ancora – sono temi etici di grande delicatezza e sensibilità, sui quali a nostro avviso una maggioranza ha il diritto – ed aggiungiamo anche il dovere – di essere adeguatamente ed opportunamente rappresentata e di poter elaborare una propria linea riducendo al massimo grado i condizionamenti; in tal senso le oltre 1500 firme ad oggi su di una petizione che in questi giorni sta girando online contro l’ipotesi di una presidenza della commissione pari opportunità a Silvia Noè, stanno a testimoniare l’umore della società civile su questa prospettiva.
Questo non significa certo non ascoltare o non dare spazio alle diverse voci od alle differenti sensibilità etiche e politiche, ma siamo fermamente convinti che altri dovranno essere gli ambiti in cui si potrà convergere o dialogare efficacemente con l’opposizione e dare alle minoranze lo spazio giusto all’interno delle Istituzioni.
Crediamo sia più utile che la presidenza della Commissione Pari Opportunità sia occupata da chi è in grado di esprimere a pieno principi di laicità e di rispetto per tutte le sensibilità che la nostra società esprime, in perfetta linea con la storia della nostra regione che, sui temi etici della laicità e del rispetto di tutti i diritti, ha costruito la propria storia e siamo convinti debba costruire il proprio futuro.
p. Regionale PSI: Lorenzo Corelli e Franco Franchi
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