Rita Moriconi, consigliere regionale del PSI, lo scorso 14 agosto si è recata in visita all'Istituto Penitenziario Minorile di Bologna.
"La prima impressione avuta - ha affermato all'uscita l'esponente socialista - è stata davvero inaspettata: ordine, clima di estrema serenità e di grande rispetto tra il personale ed i ragazzi detenuti, con la dovuta attenzione riservata alle attività ed ai percorsi di formazione. E' stato però deludente - ha aggiunto Moriconi - verificare che un'intera area del penitenziario risulta tuttora inutilizzata a causa della mancanza di personale, carenza che non consente l'apertura di nuove sezioni ancorché già disponibili nell'edificio. E' importante permettere a Istituti come questo di continuare a lavorare nelle condizioni migliori possibili e favorire un percorso di crescita e di reinserimento di questi giovani. Sarà mio impegno verificare tutte le possibilità concrete perché questi ragazzi possano avere una nuova e diversa opportunità di riscatto e sia per loro possibile imparare un lavoro ed avere di fronte a sé un progetto ed una prospettiva di vita”.
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Per il secondo anno consecutivo, Radicali Italiani ha lanciato l’iniziativa “Ferragosto nelle carceri” organizzando una serie di visite ispettive nelle carceri italiane. Una possibilità di dar voce a chi troppo spesso voce non ne ha. Dicono Giuseppe Potenza (Segretario regionale FGS) e Zeno Gobetti (Comitato Nazionale Radicali Italiani): “La visita alle carceri, che ci ha portato ad essere nella mattinata del 14 alla casa circondariale di Ferrara e nel pomeriggio all’Istituto penitenziario minorile di Bologna, ci ha consentito di poter toccare con mano quali sono le condizioni in cui versano i detenuti nel nostro Paese. Un Paese che forse ha dimenticato di essere la patria di Beccaria e che nei fatti non riconosce più l’art. 27 della Carta Costituzionale. Il sovraffollamento delle carceri e l’insufficienza di agenti di Polizia Penitenziaria sono i tratti comuni. C'è da poi da chiedersi come sia possibile che a fronte di 150 detenuti (un terzo del totale) con patologie di tipo psichiatrico si abbia soltanto una psichiatra che presta servizio presso la casa circondariale di Ferrara per tre pomeriggi a settimana”. Molto toccante la visita al penitenziario minorile di Bologna. Come dimenticare le parole e gli occhi colmi di tristezza di quel ragazzo straniero che di fronte alla richiesta di raccontare come si trovasse in quel contesto, affermava: “Io molto triste qui. Sono da gennaio che aspetto processo, prima maggio, poi luglio, adesso novembre. Io voglio solo processo”.
Rilevano Potenza e Gobetti: “Non sarebbe forse il caso di pensare alla soluzione carceraria per i minori solo per i reati più gravi e mettere invece in campo vere forme di rieducazione?”.
Ufficio stampa PSI Bologna
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