“Ci servirebbe proprio un governo 'anticrisi' istituzionale, con le forze più responsabili dell'opposizione, unite da un patto per realizzare le riforme più urgenti".
Questo è uno tra i tanti punti di una relazione molto ampia con cui Riccardo Nencini, abituato a remare controcorrente, ha aperto il Congresso nazionale PSI svoltosi a Perugia dal 9 all'11 luglio. Dopo che con le ultime elezioni il Psi è rimasto fuori dal parlamento, si tratta di rilanciare una funzione inesauribile qual'è quella dei socialisti nel nostro paese. Particolarmente seguiti gli interventi di Pierluigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Rutelli, Ferrero, ospiti di riguardo nella giornata di apertura assieme a molti altri esponenti della politica, della cultura, del lavoro.
Nencini descrive il suo "programma minimo per condividere la prossima Finanziaria, per eleggere un'Assemblea Costituente che non tocchi il Titolo I della Carta ma stabilisca se la Repubblica Italiana debba essere presidenziale o a centralità parlamentare, per costruire coralmente il federalismo fiscale e per cambiare la legge elettorale". Il Psi, archiviata l'ultima alleanza elettorale, sottolinea l'ambizione di partecipare alla "costruzione di una sinistra riformista, ispirata al modello socialista liberale europeo", senza i lacci delle ali estreme, ma attenta piuttosto ad un rapporto politico strategico con la 'terza forza' che dovesse eventualmente nascere per "costruire una coalizione larga in grado di vincere".
Questo governo - dice Nencini - è debole e diviso perché non sa dare risposta agli impegni presi in campagna elettorale.
I riformisti devono rimboccarsi le maniche, promuovere "un 'Patto per l'Italia' che trasformi i momenti elettorali del prossimo anno nella prima delle opportunità". I socialisti indicano un programma minimo prioritario, in nove punti all'insegna di "merito, inclusione, rigore, autorità, identità". Con un'attenta sottolineatura all'importanza della coesione nazionale nel 150° dell'Unità - una sensibilità colta dal presidente della Repubblica Napolitano come da quello della Camera, Fini, nei messaggi di saluto giunti al Congresso con quello di Schifani - Nencini rinnova il progetto del centrosinistra, una suggestione rivolta a Bersani e a Casini. Casini parla subito dopo un video messaggio del presidente del PSE, Rasmussen, per ribadire l'analisi di un bipolarismo italiano 'avvelenato', della necessità di cambiare la legge elettorale.
"All'Italia non serve il trasformismo", rileva Casini, "serve un armistizio tra le forze politiche responsabili che pensano di fare un tratto di strada assieme in una fase di emergenza del paese. Per questo la prima cosa è costruire un'idea di riconciliazione nazionale. Non so se il 'partito della nazione' sarà il terzo polo, so che dovrà parlare di riconciliazione nazionale". I delegati approvano vivamente la stoccata a Veltroni. "Credo che Veltroni abbia tanti meriti - (e tra i delegati parte la protesta e qualcuno grida 'nessuno') - ma che abbia preferito l'Idv è stato un atto di autolesionismo politico".
Bersani affronta col suo intervento il tema del rinnovamento della sinistra italiana ed europea. Torna la proposta di una piattaforma europea per affrontare la crisi, e ribadisce il sostegno alla tassazione delle transazioni finanziarie ricordata anche da Rasmussen e bocciata da Berlusconi. "Questo Paese ha bisogno di riforme; abbiamo bisogno di credibilità, abbiamo bisogno di una piattaforma riformatrice, ci stiamo lavorando e ci piacerebbe lavorare insieme a voi”, aggiunge. Il segretario del Pd chiede che si costruisca "un patto di governo più serio rispetto al passato. L'avvicinamento di tutte le forze che sono in Parlamento e fuori a cominciare da quelle più affini per un patto di governo”.
"Siamo il partito più vecchio – ha ricordato Nencini nella chiusura - ma dobbiamo essere i più giovani nella forma, nei contenuti da promuovere e nel modo con cui intendiamo sostenerli. Per trasformare il partito abbiamo bisogno di un Patto fondativo tra tutti i socialisti italiani”. Ovvero un sodalizio fondato sul fare, per occuparsi del futuro.
Dopo un dibattito ricco di spunti significativi, le conclusioni del congresso hanno raccolto la sintesi delle indicazioni esposte.
I lavori sono terminati con l'approvazione del Documento politico e le elezioni del Consiglio nazionale, della Commissione nazionale di garanzia e del Collegio nazionale dei revisori dei conti.
Un'ampia sintesi della replica di Riccardo Nencini - rieletto Segretario nazionale - e altre informazioni sui lavori congressuali sono riportate sul sito nazionale del partito.
Ufficio stampa PSI Bologna
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